Biogas: Il Comune di Cunico abbraccia le posizioni del Comitato

Una prima, piccola, ma di certo non insignificante battaglia è stata vinta.

Grazie alla sensibilizzazione generata dalle azioni del Comitato e della popolazione,  il Comune di Cunico ha assunto posizione nei confronti del proposto impianto di Biogas che dovrebbe sorgere sul proprio territorio.

Mercoledì 8 Agosto si è svolto un Consiglio Comunale d’urgenza dove all’unanimità si è votata una Delibera in cui il Comune abbraccia le posizioni del Comitato.

Nella Delibera infatti, pur sottolineando la propria posizione di favore nei confronti dell’utilizzo di fonti rinnovabili di energia elettrica, il Consiglio afferma la propria opposizione  alla costruzione dell’impianto proposto dalla società MOLINASSO Energy in corso di autorizzazione.

Viene infatti sottolineato come la dimensione di tale impianto sia da considerarsi eccessiva rispetto alla sostenibilità ambientale ed economica del territorio, in particolare in quanto questo andrebbe a sommarsi all’impianto ‘gemello’ già costruito sotto la collina di Scandeluzza, a meno di 1 km in linea d’aria, nonchè a quello attivo sul territorio del comune di Cocconato.

Non ultimo, il verbale della Delibera include il parere negativo espresso dalla Commissione Agricoltura del Comune in cui viene evidenziato come già ad oggi la presenza dell’impianti di Scandeluzza e di Cocconato abbiano portato all’aumento dei costi gestionali delle aziende agricole e zootecniche presenti sul territorio, e di come l’aggiungersi nella stessa area di un ulteriore impianto comporterebbe il rischio gravissimo di fallimento per  tali aziende. Impianti di biogas di tali dimensioni necessitano infatti di altissime quantità di biomasse da coltura dedicata portando ad un netto aumento dei prezzi dei terreni e del foraggio destinato ai capi in allevamento. Aumenti che non sono giustificabili secondo le regole del buon mercato e della leale concorrenza.

In un terrirorio dove buona parte dell’assetto sia economico che ambientale è costituito da attività agricole, si delineerebbe un futuro di totale depauperamento. Il concentrarsi sul breve termine delle coltivazioni ai fini di supplire alle necessità di biomasse generate da questi impianti di biogas, che si ricorda e sottolinea hanno una vita utile prevista di soli 15 anni, porterebbe in prospettiva ad un probabile abbandono delle campagne e, a tutti gli effetti, alla distruzione dell’equilibrio ambientale corrente.

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